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Prevenzione oncologica negli animali da compagnia.

2020-07-03 12:02

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Prevenzione oncologica negli animali da compagnia.

A partire dalla seconda metà del secolo scorso, grazie al progresso scientifico in campo medico, almiglioramento delle condizioni di vita ed il conseguente aum

A partire dalla seconda metà del secolo scorso, grazie al progresso scientifico in campo medico, al
miglioramento delle condizioni di vita ed il conseguente aumento della longevità, tutti quanti
abbiamo purtroppo iniziato a familiarizzare con un male subdolo e via via sempre più frequente: i
tumori. Lo stesso è successo negli ultimi decenni ai nostri animali da compagnia. Ma, senza
entrare troppo nello specifico, di cosa si tratta? Volendo semplificare, i tumori sono il risultato di
errori nel normale meccanismo di replicazione cellulare che sfuggono al controllo. La maggior
parte delle cellule di un organismo si rinnovano creando una esatta copia di sé stesse. Durante
questo processo è assolutamente normale che ci possano essere degli errori, i quali vengono
normalmente identificati e corretti. Quando gli errori aumentano o il controllo viene meno, le
copie delle cellule che contengono errori possono iniziare a moltiplicarsi a dismisura, senza più
seguire alcuna regola fisiologica, dando origine a tessuto tumorale (definito anche neoplastico). A
volte queste nuove formazioni si limitano a crescere in maniera contenuta dove sono nate, non
provocando particolari problemi all’organismo. In altri invece la crescita è estremamente rapida e
ci può essere il distacco di alcune cellule che possono andare a creare delle altre colonie in organi
lontani da quello di origine (metastasi), con il rischio di un danno esteso ai tessuti sani
dell’organismo. Altre domande che in molti si pongono sono: quali sono le cause? Ci possono
essere dei fattori di rischio e metodi di prevenzione? Le potenziali cause scoperte ad oggi sono
tantissime ed entrare nello specifico richiederebbe diversi capitoli. Dovendo semplificare,
possiamo dire che si tratta di una complessa interazione tra predisposizione genetica individuale e
contatto, durante la vita, con vari fattori di rischio. Esempi noti di questi fattori in medicina
possono essere il fumo di sigaretta, le polveri di eternit o alcuni agenti infettivi, tra cui alcuni tipi di
Papillomavirus. In Veterinaria lo studio dei fattori “esterni” è oggetto di studio costante. Alcuni
sono già stati individuati da anni, come le radiazioni solari nei gatti a pelo bianco, i virus della
leucemia felina o l’eccesso di alcuni ormoni e diversi altri, ma sicuramente nei prossimi anni se ne
conosceranno di più. Quello che è risultato inoltre da molti studi è la predisposizione di alcune
razze ad alcuni tipi di tumore, a prescindere dal grado di parentela. Alcuni esempi potrebbero
essere tumori della milza in Pastori tedeschi ed altri cani di grossa taglia, mastocitomi e melanomi
nei Boxer o tumori di ghiandole endocrine in Yorkshire terrier ed altre razze.
Detto questo, ci sono profilassi o terapie efficaci? Questo dipende molto dal tipo di tumore e dallo
stadio in cui si trova. Non tutte le forme tumorali sono spaventose e letali e una buona parte può
essere eliminata definitivamente dalla chirurgia tradizionale o da altre tecniche più sofisticate. Per
alcune forme particolari esistono dei vaccini (a volte preventivi, come per il virus della leucemia
felina o a volte potenzialmente curativi, come per il melanoma canino) ma nella maggior parte dei
casi quello che ha più senso fare è uno screening periodico, così come per noi avviene per il
tumore al seno ed al colon-retto. Purtroppo infatti molte forme tumorali in stadio iniziale non
causano alcun sintomo che possa giustificare una visita medica, specie se parliamo di organi
interni. In alcuni casi purtroppo, nel momento in cui ci si accorge di loro, è ormai troppo tardi per
un intervento curativo. Molte forme però, se trattate in fase iniziale (di piccole dimensioni e
localizzate in un singolo distretto), possono essere curate definitivamente. Basta quindi una visita
clinica periodica? Purtroppo non sempre. Potrebbe essere sufficiente in caso di piccoli tumori
cutanei o a livello di cavo orale, occhio, orecchio, mammelle e testicoli, ma se parliamo di organi
interni, come nelle persone bisogna ricorrere ad altri mezzi diagnostici come esami del sangue,
radiografia, ecografia e in alcuni casi anche tomografia assiale computerizzata (TAC) o risonanza
magnetica.
Attualmente è impossibile prevedere con sicurezza se un animale domestico (sia esso predisposto
o meno) svilupperà tumori nel corso della sua vita. Pianificare degli esami più approfonditi di

screening periodico però può aiutare a diagnosticare e trattare molte forme tumorali prima che
sia troppo tardi, soprattutto nei soggetti senior o anziani e nelle razze più predisposte. Nelle
persone come negli animali da compagnia quindi, la migliore medicina spesso è proprio quella
preventiva.


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